Quelli meno giovani come me si ricorderanno che oltre vent’anni fa, e precisamente nel 1989, gli scienziati americani Fleischmann e Pons rivelarono al mondo di essere riusciti a realizzare la cosiddetta ‘fusione nucleare fredda’. Non era vero, ma la notizia suscitò un enorme interesse in tutto il mondo ed il motivo era più che ovvio: nasceva la speranza di poter produrre energia pulita a basso costo e in grandi quantità nella più assoluta sicurezza e senza il problema dell’ eliminazione delle scorie radioattive.

In tutti questi anni la discussione ha continuato a tenere banco nel mondo scientifico fra i sostenitori e detrattori della teoria. A riportare prepotentemente al centro dell’attenzione questo argomento sono stati due italiani: Sergio Focardi, professore emerito di Fisica presso l’Università di Bologna, e Andrea Rossi, un ingegnere bolognese. In sintesi, la loro scoperta permette di produrre energia nucleare utilizzando una barra di nichel e gas idrogeno riscaldati ad una temperatura intorno ai 100.

Il prototipo dell’ E-Cat, così si chiama il catalizzatore di energia che potrebbe rivoluzionare le sorti del mondo, è già stato sperimentato con successo nei mesi scorsi, mentre il primo impianto da 1 MW verrà realizzato negli Stati Uniti da una società il cui nome non è stato ancora rivelato ma che si pensa possa essere collegata alla NASA ( poichè la pratica di brevetto non è ancora conclusa, per ovvi motivi di segretezza industriale Rossi preferisce non dare troppe informazioni ). Dunque solo allora, quando tutti potranno vedere l’impianto in funzione, verranno finalmente fugati i dubbi che ancora restano in campo scientifico sull’effettiva efficacia di questo processo.

Incrociamo le dita perché il “miracolo” di Rossi si avveri: il mondo ha un disperato bisogno di energia pulita, rinnovabile e a basso costo che gli permetta di non andare incontro ad un inevitabile periodo di decrescita dell’economia e della popolazione.

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