In queste ultime ore hanno colpito la mia attenzione due piccoli fatti che mi stanno facendo guardare a fine ottobre con più serenità o forse con maggior speranza di prima, due piccoli granelli di sabbia che si accumulano al mucchio già formato….:

Un commento , meglio , una riflessione di Vettore@, (pubblicato sul Blog “22 Passi” di D. Passerini), che analizza il grafico del test del 7 settembre:

21 settembre 2011 08:16

Vi riporto una cosa interessante:
http://i.imgur.com/lU42G.png
E’ il grafico dettagliato dell’esperimento del 7 Settembre.
Si possono vedere meglio molte cose, che magari dal report scritto non si apprezzano bene. Ve ne indico una tra tante: guardate il grafico della temperatura di uscita nella zona di autosostentamento. Si nota prima una certa inerzia termica del sistema (dall’inizio della zona tratteggiata al massimo della curva), che comunque non è grandissima, e poi un decadimento.
E qui c’è una sorpresa! Avendo fatto parecchi esperimenti con cicli simili (se vi facessi vedere i grafici notereste una somiglianza impressionante! :-) ) mi ha subito colpito l’andamento di questo tratto di curva: se fosse un raffreddamento semplice, per di più con uscita di vapore, la curva sarebbe un’esponenziale descrescente abbastanza ripido, invece è quasi lineare! Questo significa che la perdita di energia è bilanciata da una paragonabile generazione di energia. L’altra spiegazione possibile è che la pendenza sia talmente moderata, a causa dell’inerzia termica, che non si riesce a riconoscere l’esponenziale. Questo però contrasta con l’andamento fino al picco, che non mostra un’inerzia termica così grande.
Che ne pensate?

Questa è pura fisica-tecnica e i miei ricordi universitari sono troppo arrugginiti per suffragare la riflessione di VETTORE@ che stimo come fisico di prim’ordine e di cui mi fido. Ma è sufficiente per far rizzare le antenne a chiunque. Me compreso.

Il secondo granellino di sabbia è dello stesso Ing. Rossi che risponde sul suo blog , “J.N.F.”:

20 Settembre 2011 alle 07:52

Caro Enrico Billi:
Il test svedese sarà molto importante, perche ‘faremo il circuito primario del vapore prodotto dal calore del reattore di scambio con un circuito idraulico secondario, mentre il vapore viene condensato e l’acqua condensata sarà riciclato al reattore. La misura di energia sarà effettuata sulla base del delta T tra l’acqua che esce dallo scambiatore di calore e l’acqua che entra nello scambiatore di calore stesso, in modo che l’energia è calcolato indipendentemente dal circuito del vapore. Ovviamente lo scambiatore di calore riscalda l’acqua in controcorrente con il vapore. Il delta T sarà datalogged e il flusso d’acqua sarà misurata per mezzo di un misuratore di portata. Stiamo già facendo questo test sui moduli della pianta 1 MW, ed i risultati sono gli stessi di prima. Questo sistema è pronto per l’applicazione di casa, perché questo è, fondamentalmente, una caldaia.
Warm Regards,
AR
(No lidele, lavolale, lavolale!)

La pianificazione del test “Svedese” così progettata, credo possa spazzare via ogni dubbio residuo circa la effettiva efficienza della ” caldaia” E-CAT , E-TIGER, o E-LION comunque vogliate chiamarla. Finalmente un test a prova degli scettici, a prova dei serpenti che la invocavano da tempo… Mi riesce difficile pensare ad una truffa e ad un truffatore che si sottopongono di propria volontà ad un test che potrebbe smascherarla.
Passo dopo passo, granellino su granellino la duna sta diventando una montagna!!! A Fine ottobre ne avremo certezza.

Tagged with:
 

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>