Nei giorni scorsi abbiamo contattato L’ing. Andrea Rossi chiedendogli una breve intervista. Questo è il resoconto della stessa.

D:  Al termine di un test, ci pare quello del 6 ottobre, lei ricevette, dalla trentina di persone presenti, un applauso spontaneo a suggello del successo della prova. In seguito lei dichiarò che quello era stato uno dei momenti + felici della sua vita. Diversamente oggi, a noi pare che ottenere il riconoscimento scientifico che merita il suo lavoro sia, per lei, un aspetto secondario se non addirittura senza importanza. E questo nonostante il fatto che un tale riconoscimento scientifico Le permetterebbe di vendere le sue centrali subito, senza fatica e senza patemi. Ci può spiegare questa apparente contraddizione? In fondo che segreti potrebbe carpirle un test calorimetrico black-box eseguito dall’università di Bologna, sotto la sua supervisione….!! Non le interessa proprio ricevere un applauso non da 30 ma da 3 miliardi di persone?

R.: ABBIAMO GIA’ EFFETTUATO TUTTI I TEST PUBBLICI CHE RITENGO OPPORTUNI. COME HO DETTO, ORA IL MERCATO TESTERA’ I NOSTRI IMPIANTI.

D:  Nello sviluppo tecnologico e commerciale delle future centrali da 1MW , lei stesso ha affermato che si sarebbe reso necessario porre i singoli moduli non + e non solo in parallelo, ma anche in serie. Cosi facendo, il fluido di raffreddamento uscente dai primi E-Cat verrebbe ulteriormente riscaldato dai successivi posti in serie, in modo da ottenere fluido con temperature + alte, utile per produrre, per esempio, energia elettrica. Ma in questo caso, cioè nei moduli successivi ai primi, hanno ancora un ruolo le resistenze di “accensione e controllo” che sui singoli E-Cat servivano ad innescare la reazione?

R: SI

D: Se si, in che modo, visto che il nucleo sarà circondato da fluido ad alta temperatura? Se invece no, in che modo verranno “controllati” i moduli posti in serie?

R.: NON POSSO DARE QUESTA RISPOSTA.

D: Quale tecnologia da affiancare all’E-Cat, lei pensa sia la più promettente o per lo meno la più adatta, tra quelle esistenti, al fine di complementare la “caldaia E-Cat” per la produzione di energia elettrica? Motore Stirling? Turbina? Qualcos’altro?

R:  PENSO CHE ADERIREMO AL CICLO DI CARNOT.

D: Si può pensare ad un utilizzo a breve dell’E-Cat anche per i motori a vapore?

R: A BREVE NO.

D:  La sua azienda e le aziende industriali e commerciali che saranno coinvolte nello sviluppo del business saranno solo di grandi dimensioni, o ci sarà spazio anche per le piccole e medie imprese?

R:  CI SARA’ SPAZIO PER CHI AVRA’ LE NECESSARIE CAPACITA’.

D:  Può confermare che ci sarà la possibilità di una forma di azionariato diffuso e popolare?

R: SOLO QUANDO SAREMO SICURI DI PROTEGGERE I RISPARMI DEGLI INVESTITORI.  PER ORA SIAMO ANCORA UNA NAVE DA GUERRA, NON POSSIAMO IMBARCARE TURISTI.

GRAZIE E CORDIALI SALUTI,
ANDREA ROSSI

Dalle risposte tipicamente stringate dell’ Ing. Rossi alle nostre domande, si evincono comunque alcuni elementi sia tecnici sia di sviluppo commerciale che aiutano ad avere un quadro più chiaro degli sviluppi futuri dell’ E-Cat :

a)  In primo luogo l’asserzione sulle resistenze elettriche. Se servissero SOLO come ignizione e controllo  iniziale del fenomeno, cioè se servissero SOLO a fare ciò che hanno fatto fino ad ora nei vari test svolti, non ci sarebbe la necessità di secretare il loro futuro funzionamento.

b)  Ciclo di Carnot:  chiunque abbia una conoscenza di fisica o di termodinamica sa che è il ciclo ideale col quale si misura il limite max del rendimento di una macchina termica. Aderire al ciclo di Carnot,  implica regimi di temperature, pressioni e volumi ben precisi che discriminano alcune macchine termiche a favore di altre. Non ho le conoscenze necessarie per fare ipotesi. Tra i lettori ingegneri o fisici sicuramente ci sarà qualcuno che potrà valutare quale macchina reale agisce nel modo  più efficente tra due isoterme e due adiabatiche. Questa risposta sembrerebbe escludere il motore Stirling che opera con un’altro ciclo. Tuttavia anche le turbine a gas operano su altri cicli. Quindi? Ci farebbe piacere ospitare anche il vostro parere.

c)  L’ing Rossi ribadisce che le voci di azionariato popolare sono infondate. E’ esattamente il comportamento che mi aspetterei da un imprenditore responsabile, che pensa prima di tutto alla sicurezza del suo  prodotto e a quella degli investitori. E’ esattamente l’opposto del comportamento che mi aspetterei da una persona che cerca di raggranellare soldi , truffando la gente.

Ottimo, Ing. ROSSI… continui cosi

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3 Responses to E-Cat: Intervista all’ Ing. RossiE-Cat: Intervista all’ Ing. Rossi

  1. Lucio Martini scrive:

    Ritengo che l'Ing. Rossi abbia citato Carnot per semplificare, in realtà il ciclo da utilizzare per un sistema di generazione di energia è il ciclo di Rankine in quanto è assai difficile, se non impossibile arrestare la condensazione ad un determinato titolo di vapore umido (molto basso peraltro) a bassa temperatura, ed ancora più complicato e rischioso in temini di usura dell'eventuale girante pompare il vapore umido (con titolo molto basso) alla pressione di equilibrio ad alta temperatura, come si dovrebbe fare per ottenere il ciclo di Carnot.
    Risulta viceversa molto più semplice a basssa temperatura condensare completamente il vapore e pompare il condensato (acqua) alla pressione desiderata come prevede il ciclo Rankine. Ovviamente il ciclo Rankine ha un rendimento inferiore al ciclo di Carnot, tuttavia con opportuni surriscaldamenti e/o spillamenti si può ottenere un rendimento termodinamico molto vicino (qualche percento in meno) rispetto al ciclo ideale, quello appunto di Carnot.
    Quanto sopra può apparire complicato ma non lo è per chi conosce la Curva "a campana" di Andrews e il diagramma di Mollier. Cose non difficili ma che richiedono un po' di studio.

    • DARIO scrive:

      CICLO DI CARNOT,O RANKINE ,MOTORE STIRLING O ALTRO ……..
      ben vengano tutte le soluzioni

    • ernesto scrive:

      l'ing Rossi si rivela sempre un po criptico. Non sarebbe stato più semplice rispondere: " .. penso che aderiremo al ciclo rankine…" ? Se voleva essere evasivo avrebbe potuto rispondere come aveva fatto per la domanda precedente " Non posso dare questa risposta…".. Stare dietro a quello che dice l'ing Rossi e interpretarlo, impegna quasi come un esame Universitario. Il tempo chiarirà cosa realmente volesse intendere. Ma ho il sospetto che le tue precisazioni abbiano colto nel segno.

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